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Chi mi conosce sa che non amo le tastiere a due ottave. E meno ancora i minitasti. Eppure questa Arturia Minilab MkII (€ 99,00, distribuzione italiana Midiware) mi ha convinto pienamente. Vediamo perché.

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Oggigiorno sono sempre di più i musicisti che non hanno bisogno delle cinque ottave: generi musicali basati su clip ripetitive e semplici, uso di campioni e frasi “precotte”, un certo gusto minimal piuttosto trasversale e l’accesso alla produzione musicale anche da parte di quelli che Brian Eno avrebbe chiamato “non-musicisti” rendono di fatto superfluo il tastierone full-size in molti set-up. La tastiera musicale diventa così una periferica di input come tante altre, insieme al mouse, alla tastiera ASCII, ai controller a pad o a pulsanti come per esempio il Novation Launchpad o il Native Instruments Maschine Jam. L’uso del computer come unico generatore sonoro inoltre è sempre più diffuso nelle generazioni under-30, e quindi la necessità di una tastiera-controller compatta ed economica, ma al contempo versatile e qualitativa, è oggi prepotentemente forte.

Entra Arturia Minilab MkII.

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Due ottave mini sensibili alla velocity, pitch e modulation wheel virtualizzate attraverso due touch strip, 16 encoder rotativi assegnabili a numerose funzioni MIDI, otto pad percussivi: questa la dotazione della nuova piccoletta di Grenoble. Che ovviamente non è fatta a Grenoble, ma in quella Cina che ormai è ufficialmente “la fabbrica del mondo”. Chi ha visitato la sede di Arturia nel parco tecnologico di Meylan (poco fuori Grenoble) sa infatti che la società francese è soprattutto un grande laboratorio di ricerca e sviluppo, mentre la fabbricazione di gran parte dei suoi prodotti avviene presso fornitori terzisti, secondo un modello organizzativo ormai universale che va da Apple a Nike.

Ed è proprio dalla qualità produttiva di cui sono capaci questi terzisti che dipende la qualità finale del prodotto. Quindi diciamolo subito: la Arturia Minilab MkII è fatta davvero molto, molto bene. Le master keyboard Arturia di qualche anno fa erano per me meno convincenti perché all’epoca veniva impiegato un produttore diverso, ma da qualche tempo il marchio francese sforna prodotti davvero ben fatti, solidi, appaganti come styling e materiali. Questo vale anche per questa piccola master, tutta bianca e con appena un accenno di “fianchetti in legno” (peraltro ottenuti con un rivestimento vinilico) a riscaldare un look molto hi-tech.

Ciò che convince più di tutto è la meccanica, coi tasti velocity-sensitive che hanno una corsa adeguata (sì, anche quelli neri!), un feeling molto naturale e una velocità di ritorno molto buona: decisamente i migliori minitasti che abbia mai provato! Sicuri nel movimento e gradevoli da manovrare anche gli encoder rotativi, mentre le due touch strip per pitch e modulazione richiedono un minimo di adattamento. Gli otto pad percussivi hanno buona consistenza e resistenza, sono sensibili anche alla pressione, possono essere configurati individualmente per illuminarsi in diversi colori grazie a una mappatura RGB accessibile via il software MIDI Control Center e sono organizzabili in due banchi (1-8 e 9-16) selezionabili in alternativa tramite un pulsante in alto a sinistra. Vicino ad esso altri due tastini per l’Octave Up/Down e un pulsante Shift per accedere ad altre funzioni.

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L’interfaccia informatica è via USB, con Minilab MkII che si connette direttamente a Mac e PC in modalità class-compliant e, tramite un Camera Connection Kit, anche a un eventuale iPad. Sul retro è presente anche il connettore di sicurezza per serratura Kensington e il jack per un pedale di sustain a funzione assegnabile in software.

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La confezione di Minilab MkII comprende anche tre licenze software, in modo da essere subito pronti a partire ed avere il corredo di base necessario a produrre: Arturia Analog Lab Lite, UVI Grand Piano Model D e Ableton Live Lite. Tra questi vale la pena di soffermarsi su Analog Lab Lite, che è uno strumento con circa 500 preset generati dalle già note virtualizzazioni Arturia dei grandi synth del passato, dal Minimoog all’ARP 2600, dalla Solina Strings al mitologico Synclavier. Analog Lab contiene lo stesso motore di sintesi degli strumenti virtuali completi, ma non offre la piena accessibilità a tutto il loro editing che i pannelli dei VST originari consentono. È comunque presente un sistema di editing dei parametri timbrici fondamentali che vengono indirizzati a 14 delle 16 manopole fisiche di Minilab MkII. Le altre due (la 1 e la 9) sono del tipo “turn&click” e servono rispettivamente per ricercare le famiglie di timbri e per selezionare i preset al loro interno. I suoni offerti da Analog Lab Lite sono di prima classe nell’ambito degli strumenti virtuali, e coprono una amplissima palette di esigenze e stili.

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Vediamo ora le assegnazioni di funzione che si possono fare col MIDI Control Center quando Minilab MkII non è usata in abbinamento ad Analog Lab: le manopole 1 e 9 possono essere assegnate a messaggi di tipo MIDI Control Change, mentre le altre ammettono sia la programmazione di MIDI CC che di comandi NRPN/RPN (per quei pochi intrepidi che ancora si intendono di programmazione MIDI…). Gli otto pad possono essere configurati ciascuno per trasmettere messaggi di MIDI Note On (utili tipicamente per triggerare un drumsample o una clip), Program Change, Control Change o MIDI Machine Control (Play, Record, Stop, ecc…). Anche il pedale di sustain può essere configurato sia per trasmettere MIDI CC che MIDI Note On. Otto configurazioni complete di comandi MIDI possono essere memorizzate in altrettante locazioni di memoria di Minilab MkII, di cui la prima permanentemente dedicata ad Analog Lab. La versatilità di questa tastierina Arturia come controller MIDI è dunque notevole, ed è da considerare un suo forte plus.

Conclusioni
Arturia Minilab MkII convince per le elevate prestazioni come controller, per l’eccellente costruzione che si traduce in una tastiera molto valida da suonare e un feeling piacevolmente “solido”, per la buona dotazione software. E da ultimo per il prezzo, che a 99 € appare davvero conveniente in rapporto a quanto offerto. Nella sua categoria, la consiglio fortemente.

 

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